29.10 Quando è corretto parlare di "NUBIFRAGIO"?

Pubblicità
Il mio iltempo24.it
  • 29.10 Quando è corretto parlare di "NUBIFRAGIO"?
    29.10.2010 12:45

    Nubifragio, molto spesso questo sentiamo o pronunciamo questa parola in concomitanza di una forte pioggia o di un temporale. Siamo sicuri però che tale termine venga usato in maniera corretta?

    Da un punto di vista puramente etimologico, nubifragio (dal latino nubes fragere) significa "acquazzone dirotto, che inonda improvvisamente e devasta". Già da questa definizione, l'avverbio "improvvisamente" ci fa capire come il fattore tempo sia determinante per poter parlare di nubifragio.

    In meteorolgia definisce infatti "nubifragio" un accumulo di almeno 60 mm di pioggia in un'ora; ma anche di 30-40 mm in mezzora. Il termine è ancora esatto esatto se si considerano accumuli di 70-80 mm distribuiti in due o tre ore.
    Se la quantità di pioggia è compresa tra i 15 ed i 35 mm si usano termini diversi, quale "pioggia torrenziale" o "molto intensa".

    Poichè 1mm di pioggia equivale ad un litro d'acqua distribuito su un metro quadrato, si capisce anche facilmente che se in una sola ora cadono 60mm d'acqua (60 litri per metro quadro, praticamente 1 litro al minuto!), collettori, canali e torrenti fanno fatica a far defluire tutto questo liquido e quindi, come spesso purtroppo avviene, si creano allagamenti, disagi o vere e proprie inondazioni, acuite anche dall'incuria umana dei canali di raccolta delle acque.

    Quali sono le situazioni tipiche che possono portare dei nubifragi? Lasciando da parte le piogge collegate ad un uragano, sono da tenere sott'occhio i temporali a supercella e i temporali marittimi autorigeneranti per la violenza e la persistenza dei fenomeni ma anche le situazioni cosiddette ad "imbuto orografico" ossia quando in una fase di maltempo masse d'aria umide vengono raccolte e condensate a ridosso di ostacoli montuosi o strette vallate.

    • Pubblicità

    Autore: Simone Maio
WeatherPro
AMSI
MeteoEarth